21 L’Ovest

Dignità indomabile, ecco le parole corrette per indicare il sentimento che animava rissoso nano della stirpe degli spaccadenti e la sua compagna di viaggio nana gigante della valle verde. Dignità indomabile era quel valore inestimabile e inviolabile che seguiva le anime dei due nani rendendoli compagni ideali per quell’avventuroso viaggio verso l’Ovest, alla ricerca del favoloso Grande Nano che, secondo le antiche leggende, reggeva la volta celeste. Le due anime erranti si erano meritate il rispetto della precedente compagnia di pellegrini, grazie alla loro caratteristica di saper affrontare qualsiasi fatica e tipo di dolore fisico con una leggiadria degna del più impavido eroe.
Grande popolo é quello dei nani, costruttore di potenti oggetti magici e di preziosi monili degni di creature divine, depositari di enormi tesori. Formidabile popolazione di guerrieri dediti a sconfiggere il male creatore del disordine, nell’eterna lotta tra quest’ultimo e l’ordine cosmico.
Vagarono a lungo incontrando numerosi pericoli e affrontando nemici secolari come gli orchi dagli occhi blu. Spesso parlavano tra loro delle esperienze passate, una in particolare sembrava averli colpiti più profondamente delle altre:
erano appena giunti all’ingresso di quella che sembrava una ridente vallata, quando scorsero una casa colonica in fiamme. Giunti in prossimità della casa videro un uomo disperato che imprecava piangendo contro i suoi dei, continuava a indicare una precisa stanza non ancora avvolta dalle fiamme. Scoprirono, poco dopo, che i tre figli dell’uomo erano rimasti intrappolati dentro la casa in preda alle fiamme. Non passò neppure il tempo di un respiro che i due nani erano all’interno della rovente casa per salvare le tre giovani anime umane. Dovettero lottare con la caduta di ampie travi, che consumate dalle fiamme, cadevano creando voluminose scintille che sfioravano i loro corpi, salirono con grande sforzo le scale ardenti per raggiungere l’ultimo piano della desolante casa. Alla fine giunsero alla tanto agognata stanza, aprirono la porta ed un fumo denso invase la stanza, dove i tre bambini erano intenti a giocare. Fu nana gigante che convinse le giovani creature, riluttanti ad abbandonare i loro giochi, ad uscire con un abile stratagemma, i tre continuavano a non rendersi conto del pericolo imminente faticando a credere alle parole dei due spossati nani. Lo stratagemma consisteva nel far credere ai bimbi che fuori dalla casa c’erano dei ricchi doni ad attenderli all’interno di tre carri trainati da capre, cervi e buoi. Funzionò alla perfezione tanto che i tre piccoli resi entusiasti dalle parole di nana gigante si fecero aiutare ad uscire fuori all’aria aperta in un battibaleno, ma con loro grande sorpresa nessun carro era presente davanti ai loro occhi. Intervenne allora il padre spiegando l’accaduto e promettendo che il giorno dopo la ricostruzione della casa devastata dal fuoco, avrebbe donato a ciascuno di loro un meraviglioso carro adorno di preziosi campanelli e ricchi gioielli, trainato da un poderoso bue bianco.
Il ricco colono si affrettò a raccontare ai due nani di come una banda di orchi stava infestando da lungo tempo quelle terre ricche di pascoli, trasformando le loro pecore in ricchi bottini che servivano esclusivamente a riempire i loro capaci stomaci. Passarono giorni di dura fatica fisica, ma alla fine la casa colonica venne ricostruita ed il padre onorò la promessa fatta mesi prima ai suoi tre figli.
Con grande gioia rissoso nano e nana gigante salutarono la famiglia di umani e cominciarono la ricerca della banda di orchi, per porre fine a quelle scorribande che tanto facevano soffrire le genti di quelle assolate terre. La caccia li condusse al limitare di un folto bosco dove all’interno si erano rifugiati i malefici orchi ricchi del loro bottino. Poco dopo ci fu la battaglia. I due nani combattevano come cento furie cieche, scatenando sui poveri nemici tutta la loro potenza nanica. Usando la sua poderosa ascia come una falce che miete i dorati steli in un assolato campo di grano, rissoso nano fece il vuoto attorno a sé, nana gigante fece la sua parte usando il suo lungo pugnale come fosse un affilato bisturi recidendo con precisione chirurgica i punti dove scorrono copiose le vene e le arterie dei corpi nemici, facendoli cadere a terra con fragore, schiacciando le colorate foglie secche che come un variopinto tappeto, proteggevano abbellendo la nuda terra dal freddo invernale.

1 comment

  • I enjoy a happily ever after and to be honest, I have yet to be surprised at the end of a menage book. But there have been several endings I have enjoyed more than others, Laid Bare by Lauren Dane being one of them.Thank you for the gielaway.j.e.obrivn912 at gmail.com

    Rosalinda

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