19 L’incontro

Uno scenario irreale era evocato dal sogno di piccolo elfo, mentre il suo corpo veniva accarezzato dai raggi lunari. Scene della grande battaglia finale che decise le sorti di tutto il pianeta, nell’eterna lotta tra le forze della luce antagoniste a quelle dell’oscurità. Immagini di nuvole formate da innumerevoli frecce infuocate che si schiantano sui lucenti scudi dei guerrieri della luce, unite a rombi di cannoni che percuotono l’ambiente circostante assordando i contendenti e il frastuono di armi metalliche che si abbattono sulle armature intrise di sangue, insieme alle grida selvagge di dolore, creavano nella mente di piccolo elfo, quel tipo di sofferenza acuta, indescrivibile con parole elfiche, ma ferocemente profonda.
Al risveglio, madido di sudore, sollevò la testa. Gli occhi, ancora ottenebrati dal torpore notturno, intravidero una sagoma vicina a pochi passi da lui che richiamava alla mente quella di una fata. Si sforzò di guardare meglio e finalmente la vide, in tutto il suo splendore. Era una fata delle rocce tonanti.
Un tipo particolare di fata delle onde, famosa per la creazione di turbini d’acqua improvvisi e sovrana di tempeste e venti minacciosi. Il nome di fata delle rocce tonanti deriva dal fatto che le voluminose grotte prospicienti il mare, nei giorni di tempesta, vengono percosse dalla potenza dell’acqua emettendo poderosi boati ogni volta che un’onda si infrange dentro di esse. Come canne d’organo emanatrici di suoni che permeano l’ambiente circostante, le enormi rocce, che formano le grotte frustate dalle possenti onde, emettono forti vibrazioni somiglianti a tuoni.
Sì, era proprio una imprevedibile fata delle rocce tonanti...
La fata sembrava risplendere di luce propria, il suo sguardo esprimeva sentimenti contrastanti ad ogni battito delle sue ciglia: ora dolcezza, ora cattiveria, subito dopo compassione per poi mutare in crudeltà, e così via. Piccolo elfo rimase stupito di questa stravagante creatura, si rizzò in piedi e lentamente si avvicinò a lei, come fosse comandato da un’energia diversa dalla sua. Una volta giunto a pochi centimetri dal suo viso, l’energia aliena gli intimò di fermarsi. Nella sua mente regnava solo confusione, non riusciva a seguire un solo semplice ragionamento. Ad un tratto, come se i suoi pensieri fossero stati penetrati da una lama tagliente apparve dal nulla una luce fioca. Man mano che il tempo passava la luce appariva sempre più intensa fino a superare ogni sua immaginazione. Cominciò a sentire un calore amico che lo stava invadendo, mentre la sua mente cominciava a recepire un sibilo che stava mutando in parole senza senso apparente. Infine prese coscienza che la fata stava comunicando con la sua mente. Senza alcuna fatica poteva comprendere il significato delle parole che via via si stavano componendo nel suo cervello. A questo punto gli occhi della fata sembravano due enormi soli che roteavano dolcemente, regalandogli attimi di gioia.
Si sentiva a proprio agio e felice come non mai, mentre le loro due menti comunicavano. Alfine cominciò a capire il significato del suo ultimo sogno, di quella continua lotta tra le forze del bene e del male, del motivo per il quale era sopravvissuto fino ad allora. Erano state semplicemente delle sfide che doveva affrontare per mettersi alla prova, per poterle superare vincendo su se stesso. Come uno schiavo che combatte nell’arena della vita contro un leale nemico, senza il quale non potrebbe dimostrare a sé stesso la sua potenza e maestria nell’uso delle armi, usandolo come un maestro di vita, che lo migliora ogni volta che lo incontra e lo vince. Incedibili attimi di serenità vennero donati a piccolo elfo dalla fata delle rocce tonanti, il tempo e lo spazio assunsero una nuova forma diventando un’unica cosa, come se fossero una scoppiettante fusione uscita dal crogiolo dell’ eternità.
Al termine dell’incontro mentale, piccolo elfo si trovò disteso tra le braccia della fata, la quale, con un imprevedibile balzo, si alzò dischiudendo le sue delicate labbra come volesse far uscire delle parole, ma rimase muta, come se non volesse disturbare la quiete che regnava all’interno di piccolo elfo.
Un forte e minaccioso vento cominciò a soffiare, nubi maestose apparvero in quell’istante, mentre un turbine d’acqua sollevò la fata delle rocce tonanti. Un sorriso devastante che colpì in profondità l’animo dell’elfo apparve sul viso dell’imprevedibile fata, come un dolce arrivederci. Svanì all’improvviso, come all’improvviso era apparsa, lasciando un attonito piccolo elfo disteso sulla nuda terra. Lentamente le nubi scomparvero facendo apparire un cielo terso sopra la testa di piccolo elfo, lentamente riprese possesso della sua mente, come volesse ritardare il più possibile l’entrata della realtà attorno a sé, si rivestì.
Il distacco da quella creatura gli provocò un dolore immenso, un innaturale senso di solitudine lo pervase. Si fece forza... trasse un profondo sospiro e si rimise in cammino verso nuove avventure...

1 comment

  • Great post Gloria. I have such trouble pemiittrng myself to rest (even when sick). It’s the main reason we chose to lotus birth. I HAD to slow down with a placenta and cord to consider. Best decision ever

    Buffie

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