15 L’ultima battaglia

Un boato assordante fece trasalire la piccola comunità, i cani della peste irruppero all’interno del grande tumulo con estrema violenza, mentre i loro immondi latrati preannunciavano l’imminente ed inevitabile battaglia.
Terrore e sgomento si impossessarono dei pellegrini, immobilizzando i loro corpi e le loro menti, ma non le loro anime. Un istante dopo l’apparizione delle orribili bestie, pari al tempo che intercorre tra due battiti di ciglia, ecco apparire un accecante bagliore...
Quello che successe dopo quell’istante non si può tradurre con parole umane, né elfiche, né naniche, né in nessuna altra lingua di nessun popolo appartenente a questa dimensione. Come se il Grande ed Unico Elfo avesse deciso di interrompere la trama del tempo e inserire azioni innumerevoli all’interno di quello strappo temporale.
Con velocità divina e come fosse grande magia, la ricca panoplia di armature ed armi prese vita, come se fosse mossa da invisibili corpi, e iniziò a combattere. Gli occhi stupefatti dei pellegrini non videro mai più una furia simile per tutta la durata della loro vita.
Pochi istanti bastarono per eliminare i nemici, pochi istanti bastarono per conquistare consapevolezza dei propri esseri e per accarezzare i loro propri destini. Le loro anime avevano combattuto al posto dei corpi, come se avessero cantato all’unisono un coro sacro con i più alti acuti che orecchio elfico avesse mai ascoltato, la coscienza fu elevata ad uno stadio diverso.
Grande emozione é nell’aprirsi all’universo sentendosi parte di esso senza più ostacoli né credenze né barriere sentirsi ,come se si fosse abbracciati da un fascio di luce intensa.
Agire senza fatica rimanendo in equilibrio con sé stessi consapevoli di esistere in questo universo, così recitava un’antica preghiera elfica trovata nel viaggio da piccolo elfo ed ora tornata prepotentemente nella sua mente.

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