14 Armi antiche

Maga delle pietre e dei cristalli intravide nella penombra una luce fioca provenire da un angolo remoto del grande tumulo, fece un breve cenno a fata delle sorgenti che le sedeva accanto, immediatamente ebbero lo stesso pensiero che attivò i loro muscoli facendole alzare ed in silenzio avvicinare a quella particolare luce, metro dopo metro potevano percepire la forza che regnava innanzi a loro. Quando furono giunte a pochi passi dall’obiettivo si fermarono, si presero per mano non riuscendo a muovere un solo altro muscolo del loro corpo per la forte emozione provata. Dietro a loro i restanti fuggiaschi, che precedentemente si erano levati per seguirle, immobili e muti non riuscivano ad emettere alcuna parola come se a ognuno di loro si fossero improvvisamente recise le corde vocali. Stupore negli sguardi di tutti i componenti della compagnia nel vedere quelle magnifiche armature, create sicuramente in altri tempi, che luccicavano al buio emanando una tale energia da togliere il respiro a chiunque si fosse avvicinato maggiormente. Erano presenti vari tipi di cotte di maglia composte da finissimi anelli che parevano d’acciaio ed ogni anello era unito ad altri quattro anelli, corpetti di cuoio borchiato pesante facevano da supporto. Lo sguardo degli astanti cadde sulle stupende corazze a squame e su quelle a lamine articolate con strisce di cuoio sottostanti, elmi di tipo imperiale e bellissimi schinieri decorati con arte runica insieme a scudi concavi a forma oblunga con spigoli arrotondati terminavano l’elenco degli elementi che avevano indossato i corpi degli antichi guerrieri. Armi che servivano a colpire a distanza come coltelli, asce, lance, archi, reti insieme ad armi da corpo a corpo come spade corte e a due mani, mazze, asce bipenni, martelli da guerra e lunghi bastoni, completavano la ricca panoplia. Davanti ai loro occhi si ergeva la più bella e magnifica collezione che avrebbero potuto mai sognare, composta da decine e decine di oggetti sistemati ad arte forse per impressionare chi li avesse scoperti. Dopo qualche attimo di attonito smarrimento, la mente di piccolo elfo cominciò a vagare nei ricordi. Si vide fanciullo seduto accanto ai suoi cari, raccolto nell’ascoltare storie di antiche leggende che narravano le imprese delle armate dei guerrieri della luce che nei secoli precedenti avevano combattuto contro i guerrieri delle tenebre. Anni di faticose battaglie conclusesi con la spartizione del pianeta da parte delle forze del bene e del male. Ad un tratto si rese conto di stare partecipando a un evento straordinario, davanti ai loro occhi erano sicuramente poste le armi e le armature di quei leggendari guerrieri. Quanti colpi avevano dovuto sopportare a difesa dei guerrieri quelle splendide armature? Quanti fendenti avevano portato quelle spade sui corpi dei nemici? Chissà quale peso avevano quelle mazze o quelle asce bipenni? Chissà sotto quegli elmi imperiali quali pensieri avevano albergato nella mente dei loro guerrieri? Chissà quale significato era nascosto in quei segni incisi sugli scudi dorati? Queste ed altre domande apparvero nei pensieri dei raminghi. Rissoso nano tornò con la mente indietro negli anni fino a rivedere suo padre che narrava, ai suoi conviviali nelle lunghe sere d’inverno, di un antico e particolare acciaio detto runico DAGAZ. Questo tipo d’acciaio, composto da metalli e non metalli, veniva fucinato sotto i cocenti raggi solari del giorno per raccogliere la loro potente energia, come fosse una fonte di speranza, gioia e utilità per tutti quelli che avessero posseduto gli oggetti creati con codesta lega. Era un acciaio incredibilmente duro, tenace e resistente alla fatica, plasmato dagli antichi colonizzatori di quei luoghi centinaia di anni prima, quando i fiumi dalle copiose acque fendevano quelle lande ricche e rigogliose di vegetazione.

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