12 Il rifugio

Vagarono per tutta la primavera, raccogliendo i frutti amari della disperazione, nati da quelle terre di desolazione. All’inizio della stagione estiva il gruppo era diventato molto unito. Si formarono coppie di creature unite dal più sacro dei sentimenti, mentre Sequoia intrecciò la sua conoscenza con quella delle cinque femmine magiche. Possenti incantesimi nacquero dall’unione dei poteri umani e quelli del piccolo popolo. Molte volte si sollevarono le armi a difesa della compagnia durante gli scontri con i cani neri della peste, che terrorizzavano quella parte di mondo. Fintanto che, una sera di fine estate, arrivarono al limite della pianura, dove comincia l’inevitabile salita che porta sulla cima rotonda delle alte colline. Il sole amico stava nascondendosi dietro l’orizzonte per lasciare il posto alla buia notte, quando piccolo elfo volse la testa rapidamente, i suoi occhi acuti tipici del popolo elfico scrutarono a fondo il paesaggio, le sue orecchie sensibili percepirono possenti latrati provenire da dietro di loro. Un breve cenno ai suoi compagni e via di corsa verso le alte colline. Fu rissoso nano della stirpe degli spaccadenti che trovò l’antro sotterraneo dove si nascosero. Alto elfo insieme a troll attaccabrighe e Sequoia difesero con tutte le loro forze il gruppo dagli attacchi dei cani della peste. Le frecce di piccolo elfo tennero lontane le immonde bestie, mentre corpulento errante cercava di chiudere con massi l’ingresso del nuovo rifugio, finalmente riuscirono ad entrare tutti sani e salvi, proprio quando l’ultimo masso fu posto come sigillo. Il luogo scelto era ampio e fresco, grandi pietre formavano le pareti ed il soffitto.

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