6 Inconsapevoli eroi

Piccolo elfo vagò nei meandri dei suoi ricordi. Gli tornò alla mente la sua infanzia colma di figure operose, di valorosi guerrieri, di signorili dame elfiche, di saloni maestosi scolpiti dentro lucenti montagne. Un’immensa malinconia lo pervase al ricordo di qualità violentate come l’onore e l’amore. Cercò di vedere oltre la nebbia notturna, vide lontana una stella cadente tracciare un variopinto arco su nel cielo. Socchiuse gli occhi e abbandonò la sua mente alle varie energie notturne. I suoi muscoli si rilassarono mentre un profondo fremito attraversò il suo piccolo corpo. Un altro giorno era passato, un altro giorno da ricordare. “Buona notte piccolo elfo” egli pensò, uno sguardo ai compagni di avventure e poi il nulla...
Un suono acuto e vibrante lacerò la notte, tutta la compagnia si svegliò. Rissoso nano fu il primo ad alzarsi, corse con tutta l’energia disponibile.
Un’enorme figura balzò sopra di lui... brandì l’ascia e colpì a fondo mentre le grandi spade del corpulento errante e di alto elfo gli roteavano accanto. Lunghe frecce scoccarono dall’arco di piccolo elfo. Enormi massi, lanciati da troll attaccabrighe fendevano l’aria colpendo con fragore il corpo della bestia. Distanti da loro, potenti incantesimi venivano lanciati da Sequoia. Combatterono a lungo con onore, mentre le cinque femmine, immobili con lo sguardo fisso sugli eroi, ammiravano la battaglia. Argentee zanne sporche di sangue disegnavano semicerchi nell’aria notturna, veloci artigli si muovevano cercando carni da lacerare. Il corpo della grande bestia apparteneva al cane nero della muta infernale.
Da giorni vagava per quelle lande desolate alla ricerca di qualche anima da traghettare nel mondo degli inferi. Aveva trovato il suo banchetto e per nulla al mondo avrebbe voluto perderlo. I suoi muscoli facevano vibrare il corpo in un’orgia di potenza.
I nostri impavidi combatterono contro la morte, che mai fu così vicina, potevano sentire l’odore acre dell’alito del grande cane nero e vedere la sua copiosa saliva cadere sui loro corpi. Finalmente le profonde ferite della bestia cominciarono a sanguinare copiosamente, fino a che con un immenso latrato l’immonda creatura esalò l’ultimo respiro. Si fermarono attoniti mentre l’ultimo colpo d’ascia di rissoso nano recise di netto la testa del nemico. Un grande urlo di gioia echeggiò per tutta la landa.

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