Dove rivolgiamo l’attenzione ?

Se la nostra attenzione si rivolge alle cose che “non vogliamo" ….mentre l’attenzione del nostro “Io interiore” si rivolge a ciò che" vogliamo"…., col tempo si crea una “separazione vibrazionale” fra noi e il nostro Io interiore con la possibile conseguenza che insorga la malattia.
Tutti vogliamo star bene, ma molti credono che prima di poterci sentire bene, tutto ciò che ci circonda dovrebbe essere perfetto.
Quando emergono in noi emozioni negative, potremmo dire a noi stessi : "provo delle emozioni negative", quindi significa che sto attraendo qualcosa che non voglio. Ma che cosa voglio ?
Se difendiamo, giustifichiamo o accusiamo qualcosa o qualcuno, restiamo in un luogo di attrazione negativa.
Ogni parola che pronunciamo, spiegando perché le circostanze non sono come le vorremmo, perpetua l’attrazione negativa…
Non possiamo concentrarci su quello che vogliamo mentre spieghiamo per quale motivo viviamo una situazione che non vogliamo, l’attenzione non può dirigersi contemporaneamente sugli aspetti negativi e positivi.
E’ naturale che vogliamo migliorare la nostra esperienza, perciò è ovvio che cerchiamo soluzioni ….
Ma c’è una grande differenza fra una ricerca di soluzioni e la giustificazione del bisogno di soluzioni attraverso l’enfatizzazione del problema.
La continua esplorazione del problema ci impedisce di trovare la soluzione…(problema e soluzione hanno una "frequenza vibrazionale" diversa).
Un buon esercizio da fare è quello di svegliarci alla mattina e ancora prima di alzarci, cercare almeno cinque aspetti positivi presenti nella nostra vita, dando il via alla giornata con un umore migliore.
Poi durante la giornata mettere l’attenzione sulle cose nella nostra quotidianità che ci infondono benessere e provando a mettere sul ridere le altre….alla sera avremmo poi cose meravigliose a cui pensare
Possiamo scegliere con più intenzionalità la direzione dei nostri pensieri, magari non abbiamo chiaro cosa vogliamo, ma abbiamo chiaro “come vogliamo” sentirci ….
Sappiamo che preferiamo sentirci felici piuttosto che tristi…rinvigoriti piuttosto che debilitati, produttivi invece che improduttivi, liberi piuttosto che oppressi, in evoluzione piuttosto che in stagnazione…
Il sentimento rivela la bilancia dei nostri pensieri.
Se vogliamo cambiamenti effettivi, dobbiamo produrre vibrazioni diverse ossia pensieri che, al loro insorgere, ci facciano sentire diversi.
La cosa più importante è raggiungere l’allineamento vibrazionale con le esperienze che desideriamo vivere.
Se siamo malati, l’allineamento non è la guarigione (che fa ancora parte della soluzione di un problema ) ma “sentirci sani”.
Quindi l’atteggiamento mentale secondo cui “quando avrò raggiunto quell’ obiettivo sarò felice" non è produttivo, perché non possiamo raggiungerlo se non siamo felici.
“Quando decideremo d’essere felici, allora raggiungeremo il nostro obiettivo”.

 


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