Dialogare con l’inconscio

L’essere umano soffre tutte le volte che accade un evento contrario alle sue attese e che lo obbliga a reagire. Quando la sofferenza è inespressa un meccanismo inconscio di compensazione è necessario per ristabilire l’equilibrio.
Purtroppo troppo spesso per la medicina il sintomo è il solo nemico da debellare ; ma lo stesso Pasteur avrebbe confessato al suo amico C.Bernard  “ mi sono sbagliato… l’importante non è il germe microbico, ma il terreno “ … Ci si dimentica che l’essere umano non è solo un insieme di strutture fisiche , ma è una realtà complessa in cui psiche e cellule sono strettamente collegate e, se lo spirito soffre difficilmente si può guarire.
Molte persone non si accorgono di lasciare che la vita scivoli su un binario che non hanno scelto … non si fanno domande … o se ne facciamo sono domande che creano ancora più confusione … e quando accade qualcosa di evidente si ricorre alle strade più veloci... ma tutto questo ignora la realtà profonda …
Chi decide tutto per noi è l’inconscio, l’inconscio parla la sua lingua si esprime, anche nel nostro corpo attraverso i simboli.  Attraverso la simbologia si possono comprendere ad es delle mutazioni fisiche che chiamiamo “malattie”.
Affinché un sintomo si manifesti occorrono sempre due eventi: il primo che programma e un secondo della stessa natura che scatena.


Cosa s’intende per inconscio ?
Per Freud è quell’insieme di processi che non pervengono alla coscienza e perciò sono impossibili da controllare .
Per il maestro zen Thich Nhat Hanh, l’inconscio farebbe parte della “coscienza profonda” dell’essere umano, la cui funzione è quella di conservare i "semi" positivi e negativi seminati da noi stessi, dai nostri genitori, dall’educazione ricevuta, dai nostri antenati e dalla società.
Tutto ciò che non esprimo, imprimo e l’emozione repressa si rifugia nel nostro inconscio da dove manda di continuo i suoi segnali.
L’inconscio è un serbatoio di memorie positive e negative da cui l’essere umano attinge inconsapevolmente e i primi anni di vita sono particolarmente determinanti poiché un bimbo non essendo in grado di razionalizzare ciò che vive, può solo registrare dei fatti e questi diventano la sua realtà.
Tutto ciò che succede nel momento del concepimento, durante la gravidanza e la nascita è come un imprinting ; nel ventre materno il bebè registra tutto ciò che passa nella testa dei genitori, le emozioni , tutto ciò che fanno , il bebè nel ventre materno memorizza tutto in prima persona e riferisce tutto a se stesso .
Con il medico Roy Martina si parla anche di memoria animica , quindi una grandissima percentuale di imprinting è già nel nostro bagaglio ancora prima di nascere.
Parlando di malattia , per Roy Martina, non è una cosa che ci succede, è parte di un sistema intricato che ci comunica che è giunta l’ora di fare dei cambiamenti nel nostro approccio alla vita. Ogni deviazione dall’equilibrio è disequilibrio; noi come esseri umani abbiamo scelto di alterare i ritmi della natura e di rendere complicata la vita. Non diciamo quello che vogliamo dire, ci preoccupiamo di cose che non possiamo cambiare, non agiamo su quello che possiamo cambiare, ci concentriamo su quello che non abbiamo e non apprezziamo ciò che abbiamo !!!
Spesso nella nostra tradizione e nella medicina tradizionale l’enfasi viene posta sui sintomi e sulle varie parti e non sull’insieme, non c’è uso della bioenergetica ( la saggezza innata del corpo ), non c’è posto per i poteri curativi della mente ; la medicina occidentale non ha pari quando si tratta di medicina d’urgenza ma non quando si tratta di trovare la vera causa profonda .
Troppo spesso però la medicina alternativa crea caos… tante sono le terapie alternative e spesso ci si trova in un labirinto dove occorre trovare la propria strada  :  esiste la medicina bioenergetica dove rientrano : agopuntura, floriterapia, la riflessologia , la kinesiologia ecc la medicina psicosomatica  dove rientrano : l’ ipnosi, la pnl, la meditazione, la visualizzazione, e tante altre discipline , le filosofie sono molteplici e spesso creano una giungla caotica ;
Dove la verità ? Qual’ è la strada migliore per ognuno di noi ? Chi è il professionista che può aiutarci ? io stessa quando ho iniziato i miei percorsi tutto mi sembrava interessante.. ma il tutto vuol dire anche niente … ogni cosa mi sembrava migliore dell’altra … ogni strada non mi sembrava mai veramente la mia, più mi incuriosivo e più entravo in confusione, ogni cosa non sembrava mai abbastanza .. quindi qual è la soluzione?
Ognuno lo sa … "il proprio inconscio parla" ma va ascoltato, occorre però imparare il suo linguaggio ..  
Ogni malattia è un’opportunità per superare alcuni demoni del passato e per eliminare ciò di cui non abbiamo più bisogno, la vera guarigione avviene soltanto quando riusciamo a individuare e ad affrontare i fattori causali inconsci.
Non esiste in noi l’intenzione di soffrire… in realtà desideriamo solo un po’ più di attenzione, rispetto e amore;
Forse siamo stanchi delle eccessive responsabilità e ci troviamo intrappolati;
Forse non siamo contenti del lavoro, delle relazioni e non sappiamo come uscirne;
Forse vogliamo uscire da alcune situazioni senza perdere la faccia;
Forse crediamo di non meritare amore, successo, salute;
Forse pensiamo di meritare una punizione;
Forse esiste in noi un meccanismo auto-distruttivo inconscio;
Forse esistono in noi convinzioni negative;
Forse perché si stanno negando i propri sentimenti;
Forse perché si ignora la propria voce interiore;
Forse perché si spera che qualcosa cambi, che l’altro cambi;
Forse perché si sta "compensando" in qualche modo;
La verità è che tutto questo accade a moltissime persone… non siamo casi rari …
Ma la soluzione c’è sempre …. Forse cominciando a farsi qualche domanda costruttiva  , spesso abbiamo sensazioni precise ma scegliamo di ignorarle; a volte ci ancoriamo a persone o a oggetti in modo tale da perdere la nostra identità e interrompere il collegamento con le nostre sensazioni, così facendo indeboliamo la nostra forza vitale.
La lezione importante è quella di essere molto chiari e precisi nelle proprie intenzioni;
per semplificare la maggior parte delle persone malate e non malate è più preoccupata di ciò che non vuole che di ciò che vuole .
E’ fondamentale dove si mette l’intenzione, vi racconto un fatto personale :
20 anni fa ho avuto un incidente, i medici mi avevano dato pochi giorni dicendomi che ero a rischio di un’ amputazione dell’arto inferiore , la mia intenzione è andata non sulla paura ma sulla voglia di ballare , era il mio unico pensiero nonostante l’incessante dolore, ma l’unica cosa che sapevo è che volevo ballare … il risultato ? dopo un anno ballavo …
e oggi sono grata di ogni mio passo.

Simona Muratori
Fata del cambiamento interiore

Immagine opera "Subconscious Retrospective" ©2013-2015 zacharycain


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